Demoni nel medioevo
di Juanita Feros Ruys – Traduzione di Marcello Grifò
Editore Officina di Studi Medievali, Palermo, 2024
Formato 12×19 cm – brossurato – Pagine 190
ISBN: 878-88-6485-170-9
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Valutazione ⭐ ⭐ ⭐ ⭐ ⭐

Mentre l’editoria italiana è invasa da testi che raccontano e commentano le storie di santi e papi mancano da tempo studi di rilievo sull’argomento diavolo e demoni1, escludendo da una ipotetica lista studi parziali o peggio autoproduzioni di dubbia attendibilità.
A colmare questa lacuna arriva Demoni nel Medioevo (Officina di Studi Medievali, 2024, Traduzione italiana di Marcello Grifò, 190 pagine).
Il libro è della studiosa Juanita Feros Ruys della quale non si può che augurarsi di veder tradotti altri testi data la freschezza di questo. In quanto all’Editore non ha certo bisogno di presentazioni, l’Officina di Studi Medievali è garanzia di qualità sia nei testi proposti sia nella cura editoriale.
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Necessaria premessa: molti libri che parlano di diavolo/demoni in riferimento al periodo medievale finiscono poi per concentrarsi sulle fonti duecentesche / quattro-cinquecentesche trascurando il fatto che dal ‘300 in poi sarebbe più corretto parlare di umanesimo (prodromo al Rinascimento). È una mentalità già differente rispetto a quella medievale.
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Questo libro invece mantiene le promesse concentrandosi sul periodo medievale; l’arco di tempo preso in considerazione prende in esame i secoli V – XII/XIII con pochissime incursioni nei secoli successivi, in particolare nell’ultima parte (per esempio la storia di Faust). Dopo un’introduzione dedicata alla genesi del Diavolo il testo si snoda lungo tre capitoli – la patristica, la scolastica e la magia – analizzando un gran numero di fonti medievali: vite di santi, istruzioni monastiche, la tradizione della scolastica, i testi magici più importanti (dei quali, purtroppo, non si ha quasi nessuna edizione italiana).
Lo stile è fresco e scorrevole, merito anche del traduttore che ringrazio per aver segnalato in nota alcune preziose edizioni italiane di testi di patristica e di exempla altrimenti difficilmente attenzionabili al lettore comune.
I concetti esposti sono asciutti, concisi, chiari. In alcuni punti lo scritto si discosta dal sentiero storico e filosofico per diventare squisitamente narrativo, è il caso della visione di Otlone di Sant’Emmerano riportata alle pagine 73-75, un racconto degno del miglior scrittore horror.
In altri momenti il libro riesce a restituire in maniera comprensibile concetti altrimenti difficoltosi da penetrare data la mole di letture necessarie, come quando riassume le posizioni teologiche di Tommaso, Anselmo di Canterbury o Pietro Lombardo sulle reali cause della ribellione di Lucifero. Si tenga presente che l’intero scritto parla dei demoni – non di daímon (δαίμων) se non sporadicamente – quali contemplati nell’Occidente medievale e pertanto ne parla dal punto di vista cristiano.
Mi aspettavo di più dal capitolo sulla magia ma anche in questo caso il testo è onesto chiarendo alcuni punti nodali quali la figura del negromante e la sua differenza con necromante o la canonizzazione del concetto di patto col Diavolo in seno agli scritti dell’Aquinate. Forse avrei preferito qualche accenno all’astrolatria che nel medioevo spesso si fonde – soprattutto in ambito magico – con la demonologia.
Ottima la bibliografia scrupolosamente segnalata in nota e che rendiconta anche intorno alle opere disponibili in traduzione italiana.
In questo senso il capitolo sulla magia difetta di nuovo. È il caso, per esempio, dell’opera del Prof. Kieckhefer segnalata nella sola edizione inglese (p. 150) ma disponibile già da qualche decennio nella bella edizione di Laterza; del resto sembra essere un’attitudine tutta italiana quella di passare spesso sotto silenzio le opere di rilievo sui temi della magia/demonologia o, peggio, di non tradurle ad uso del lettore italiano (anche in questo caso il catalogo di Officina di Studi Medievali fa la differenza offrendo al lettore il bello studio di Emma Abate intitolato “Sigillare il mondo. Amuleti e ricette dalla Genizah”).
Nel testo ci sono refusi ma ci si passa sopra, uno è un link e l’altro l’omissione di una preposizione.
Nel complesso 5 stelle.
Crediti fotografici: © Marco Barsotti 2025

- Questo vale per l’aspetto filosofico o teologico. Per l’aspetto iconografico la situazione è diversa; già mentre scrivevo questo articolo sono usciti due volumi sulla storia sull’iconografica del Diavolo e dell’Inferno. A questi è da aggiungere un terzo volume già edito nel 2021. Si tratta di: Matteo Al Kalak, Fuoco e Fiamme, storia e geografia dell’Inferno, Einudi, Milano 2024; Andrea Gamberini, Inferni medievali, Dipingere il mondo dei morti per orientare la società dei vivi, Viella, Roma 2021; Laura Pasquini, Il Diavolo. Storia iconografica del male, Carocci, Roma 2024.
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