di Aleister Crowley – Traduzione di Marzio Forgione
Editore S.O.T.V.L. – centro Studi e Ricerche C.T.A. 102, Biella, 1995, 20143
Formato 21,5×30 cm – rilegato – Pagine 96
Puoi acquistare il libro su S.O.T.V.L.
Valutazione ⭐ ⭐ ⭐ ⭐ ⭐
Indice dei contenuti
È un vero piacere poter segnalare il rinnovato interesse dell’editoria per la figura di Aleister Crowley1. Crowley fu una figura poliedrica, complessa, non immune da grandi contraddizioni. Ma fu anche un raffinato e prolifico scrittore, un filosofo colto e raffinato. E principalmente un magista importantissimo in grado di influenzare in modo indelebile la concezione occidentale di cosa è Magia.
Molto si muove
Dicevo che fa piacere vedere il gran numero di pubblicazioni che hanno invaso le librerie negli ultimi anni, dalla nuova edizione di Magick2, fino alle ben tre versioni italiane dei Libri di Thelema: le prime due curate da Marzio Forgione, una per S.O.T.V.L. – centro Studi e Ricerche C.T.A. 102 e una per Thiperet3. La terza è edita da Casa 4184. Entrambi gli editori hanno in catalogo molte altre opere di Crowley.
Prima di internet: Crowley e l’editoria italiana
La traduzione storica delle opere di Aleister Crowley procede da circa un ventennio a cura di Marzio Forgione per il Centro Studi e Ricerche C.T.A. ma fino a prima dell’avvento di internet le opere più facilmente reperibili erano Magick nell’edizione parziale di Astrolabio (1978), il trattato sul Tarocco5, il Trattato di Astrologia Magica6 e la biografia a cura di John Symonds e Kenneth Grant edita da Mediterranee intitolata La Grande Bestia7.
Da segnalare infine le traduzioni delle opere Il Cuore del Maestro (Spano 1984) e del romanzo Moonchild (La Figlia della Luna, Arktos – Sevagram 1983).
Gli studi sono invece innumerevoli. Tra i tanti meritano una menzione i volumi dedicati al Tarocco Thoth di Hajo Banzhaf8 e di Berti, Negrini e Tebani9.

La Goetïa, un’origine intricata
La Goetïa (il termine rimanda al concetto di urlo10) è in realtà parte di un’opera in cinque libri nota come Piccola Chiave di Salomone o Lemegeton. In sostanza il libro della Goetïa illustra un catalogo di spiriti coi relativi sigilli e con le istruzioni per evocarli. Molti studiosi fanno risalire le origini di tale catalogo alla Pseudomonarchia Dæmonum, un’appendice al De Praestigiis Dæmonum di Johann Wier11 (1577); altri all’Archidoxis Magica di Paracelso12. Tutti sembrano dimenticare però che cataloghi di spiriti simili al Lemegeton sono già contenuti – tra i tanti – nel Fasciculus Rerum Geomanticarum (circa 1494), nel celeberrimo manuale negromantico di Monaco13 e nel Ms. Plut. 89 sup 38 della Medicea Laurenziana di Firenze14.
Le prime edizioni a stampa del libro della Goetïa risalgono alla fine del XIX secolo e all’inizio del XX. Nell’introdurre il volume edito da S.O.T.V.L. il curatore, Marzio Forgione, sottolinea che tale edizione tardiva sia da imputare principalmente a due motivi: il primo è dovuto al fatto che molti tra i testi più antichi erano difficilmente accessibili, vuoi per la loro collocazione nelle biblioteche, vuoi per il fatto che essendo scritti in ebraico la loro lettura presupponeva una buona conoscenza della lingua. Il secondo motivo era dovuto al fatto che la tradizione imponesse al Magus di conservare una copia del libro soltanto qualora questa fosse stata trascritta di suo pugno.
McGregor Mathers
Tuttavia nel 1889 una prima traduzione del libro fu resa disponibile ai membri dell’Ordine della Golden Dawn da uno dei capi (e fondatori), Samuel Liddell MacGregor Mathers15. Più tardi, la storia è ormai arcinota, Aleister Crowley ruppe il proprio sodalizio con Mathers e con la Golden Dawn e quando dette alle stampe la sua edizione della Goetïa (190416) ne attribuì la traduzione ad una mano morta. In uno stile tipicamente crowleyano il grande magista riconosceva pertanto la paternità della traduzione all’ex amico ma non mancava di rimarcare la distanza tra i due con una velata punta di sarcasmo.
La versione di Aleister Crowley di fatto non differisce da altre nuove traduzioni dell’opera (di fatto tutte più o meno debitrici della versione del Mathers e Crowley)17.

Magia Nera o no? Gli scrupoli di Crowley
Certo il profano potrebbe essere oltremodo sospettoso di fronte ad un catalogo di settantadue entità demoniche dotato di istruzioni operative e ad oggi nonostante le molte edizioni e i molti commentari tanti continuano a ritenere il Goetïa un libro di magia bassa e volgare mirata soltanto all’appagamento di piaceri moralmente discutibili. In realtà il Goetïa è molto di più e avrò modo di parlarne in altri contributi. Lo stesso Crowley sembra essersi posto qualche domanda in merito all’edizione del testo e al suo contenuto potenzialmente pericoloso – pur essendosene egli stesso servito per fini benefici18 – e cercò di aggirare il problema ponendo in frontespizio il Quadrato Magico tratto dal decimo capitolo del Libro di Abramelin; in sostanza sigillò il contenuto del volume contro un eventuale uso improprio degli insegnamenti in esso riportati. Il testo non ha in realtà nessuna connotazione strettamente negativa; come osserva il curatore dell’edizione qui recensita:
per qualsiasi cosa sia in magia che nella vita di tutti i giorni, non è lo strumento che l’uomo utilizza a rivestire una connotazione positiva o negativa, ma è la sua applicazione pratica in seno allo scopo al quale si dirige la volontà del suo utilizzatore. In questo caso non è possibile quindi attribuire alla Goetïa una valenza negativa e “nera”, semmai una certa pericolosità operativa che dovrebbe essere ben considerata e analizzata da chi, agendo secondo la sua Vera Volontà, decida di ricorrere ad essa19.
Perché è così importante?
Forse per primo nella Storia della Magia Aleister Crowley nella Goetïa espone in modo chiaro il senso stesso dell’azione magica finalizzata all’evocazione per come tramandata dalla Magia Salomonica. Crowley afferma che i fenomeni magici sono una sub-categoria particolare delle impressioni sensoriali che determinano la realtà dell’Universo ordinario. A loro modo tali fenomeni sono sono reali in quanto voluti, creati, secondo il dettame della Magia Cerimoniale (o Salomonica):
Se allora io dico, con Salomone: “Gli Spiriti Cimieri insegnano la logica”, ciò che intendo è: Queste porzioni del mio cervello che supportano la facoltà della logica possono essere stimolate e sviluppate portando a termine i processi chiamati L’Invocazione dei Cimieri. […] I loro sigilli [scil. dei demoni] perciò rappresentano […] metodi per stimolare o regolare quei particolari luoghi (del cervello umano)20.
A completamento di tale suggestione, sempre secondo Crowley, contribuiscono le adeguate corrispondenze di profumi e simboli. Tutto qui. I settantadue demoni in realtà sarebbero settantadue clavis atti a stimolare determinate aree del cervello umano.
Non c’è nessun effetto che sia veramente e necessariamente miracoloso – conclude Crowley – La nostra Magia Cerimoniale si raffina, quindi, in una serie di piccoli, sebbene ovviamente empirici, esperimenti fisiologici, e chi li compirà intelligentemente non deve temere il risultato21.
So che l’interpretazione di Crowley potrebbe non trovare consensi tra i sostenitori della visione tradizionale, quella per intenderci che contempla gerarchie angeliche o demoniache. In realtà una via di mezzo potrebbe esistere. Personalmente credo che in generale tutte le energie dell’Universo siano neutre e grezze. È l’intenzione del Magista che sceglie di plasmare queste energie secondo canoni e attributi ben precisi. O almeno, sempre secondo me, questo si potrebbe evincere partendo da quanto affermato da Crowley.
Sigilli, evocazioni e linguaggio angelico
Non ho potuto consultare una versione originale dell’Opera e non so se ne esistano nei grandi archivi digitali del web ma credo che la scelta di inserire tutte le immagini del libro (l’anfora, l’anello e i sigilli di Salomone nonché i sigilli dei demoni e il cerchio magico) rispetti la paginazione scelta da Crowley. Il quale però smbra aver avuto l’intenzione di raffigurare i vari demoni: accanto ad alcune delle descrizioni questa edizione riproduce i disegni originali.
L’opera si apre con una invocazione preliminare che Crowley anni dopo rivedrà e pubblicherà anche in Magick22; anche tale invocazione origina da una traduzione di un rituale greco curata da Mathers. Segue una definizione della magia che Crowley avverte essere presente in molti codici ma tarda rispetto al corpo principale del libro e una comparazione delle fonti. Segue quindi il catalogo degli spiriti.
In chiusura si hanno una breve analisi del Sigillo di Salomone (con spunti molto interessanti) e le evocazioni tradotte in enochiano, la lingua angelica canalizzata dai maghi rinascimantali John Dee23 e Edward Kelly24.
Un’edizione di pregio
L’edizione è davvero bellissima, curata in ogni dettaglio. Con copertina in ecopelle, titoli impressi a lamina dorata e stampa interna a colori. La curatela è puntuale ma mai troppo invadente e mostra un rispetto quasi sacrale per l’Opera. Apprezzo davvero tutto di questa edizione e, ovviamente, ne consiglio l’acquisto ai cultori di magia e dell’opera di Aleister Crowley25.
Crediti fotografici: © Marco Barsotti 2025

- Edward Alexander Crowley; Leamington Spa, 12 ottobre 1875 – Hastings, 1º dicembre 1947.
- Aleister Crowley, Magick; Vol. 1 Magick. Liber ABA, Libro Quattro – Parti I-III, Edizione riveduta e ampliata e Vol. 2 L’Equinozio degli Dèi. Liber ABA, Libro Quattro. Parte IV: Thelema – La Legge. Entrambi curati, annotati e introdotti da Hymenaeus Beta, ed. italiana a cura di Alexandr Canepa, Astrolabio, Roma 2021.
- Il Liber Legis e i Sacri Libri di Thelema, a cura di Marzio Forgione, Tipheret, Milano 2021.
- I Libri Santi di Thelema, Traduzione di Alexandr Canepa, Casa 418, Fiesole 2024.
- Maestro Therion, Il libro di Toth. Tarocco egiziano, ed. Edizioni Sarva poi Imola, entrambe del 1989; oggi riedito da Cerchio della Luna come Aleister Crowley, Il libro di Thoth. Tarocco egizio. Corso pratico avanzato sull’uso dei tarocchi, CDL, Verona 2019.
- In realtà un compendio di scritti editi prima da Basaia (1984) e quindi da Ecig (1993).
- 1983, nuova ed. 2006.
- I Tarocchi di Crowley. Il manuale per l’uso delle carte di Aleister Crowlwy e Lady Frieda Harris, Mediterranee, Roma 2009.
- Giordano Berti, Roberto Negrini, Rodrigo Tebani, I Tarocchi di Aleister Crowley. I misteri del libro di Thoth: uno studio chiarificatore, Lo Scarabeo, Torino 1998 e 20102.
- Cfr. Fritz Graf, La Magia nel Mondo Antico, Laterza, Roma-Bari 1995.
- Grave, 1515 – Tecklenburg, 24 febbraio 1588
- Philippus Aureolus Theophrastus Bombastus von Hohenheim, detto Paracelso; Einsiedeln, 14 novembre 1493 – Salisburgo, 24 settembre 1541.
- Cfr. Richard Kieckhefer Forbidden Rites: A Necromancer’s Manual of the Fifteenth Century, Pennsylvania State University Press 1998. Di prossima pubblicazione italiana per Fanucci
- Alcune info in Claude Lecouteux, Il Libro dei Grimori, Venexia, Roma 2023.
- Hackney, 1854 – 1918.
- Prima Edizione Pubblicata dalla Società per la Propagazione della Verità Religiosa – Boleskine, Foyers, Inverness, Scotland, 1904 E.V.
- Ad oggi la versione più completa in italiano è La Chiave di Salomone, a cura di Sebastiano Fusco, Venexia, Roma 2005, 20222 oltre alle suggestive versioni ottocentesche riedite in vari volumi da Rebis.
- Crowley evocò l’Ente decimo, Buer, per chiedergli di aiutare Allan Bennet (Frater Iehi Aour).
- Marzio Forgione, introduzione a Aleister Crowley, Il libro della Goetia di Re Salomone, a cura di Marzio Forgione, S.O.T. V .L., Murazze, Biella 2014.
- Aleister Crowley, Il libro della Goetia di Re Salomone, a cura di Marzio Forgione, S.O.T. V .L., Murazze, Biella 2014.
- Aleister Crowley, Il libro della Goetia di Re Salomone, a cura di Marzio Forgione, S.O.T. V .L., Murazze, Biella 2014.
- Appendice IV, Theurgia Goetia Summa. Congressus com Dæmone. Sub figura DCCC in Magick; Vol. 1 Magick. Liber ABA, Libro Quattro – Parti I-III, a cura di Hymenaeus Beta, ed. italiana a cura di Alexandr Canepa, Astrolabio, Roma 2021, pag. 431 e seg.
- Londra 1527 – Mortlake 1608.
- 1555 – 1597.
- Una edizione parziale del Goetïa di Crowley è compresa anche in Magia Segreta Vol. 5, a cura di Pierluca Pierini, Rebis, Viareggio 2009. Questa edizione non riproduce le chiavi enochiane.
No Comment! Be the first one.