Le potenzialità dell’IA sono tante. Non ultima quella di dare una forma ai mondi che visitiamo in fase onirica. Un mio vecchio sogno riemerge per caso dopo tanti anni: quello di raffigurare i luoghi visitati in sogno e magari – nel tempo – di comprendere se questi luoghi fanno parte di una mappa “di altrove”. Un post sperimentale per un’idea che potrebbe sfociare in un’esperienza molto concreta.
Indice dei contenuti
Luoghi da sogno
Da qualche giorno sto lavorando ad alcuni nuovi video dei quali parlo da tempo. Non trovando delle immagini adeguate per i titoli mi sono deciso a servirmi anche dell’intelligenza artificiale. Ho potuto così elaborare le mie foto e fare anche qualche piccolo ritocco grafico ai miei siti. Tutto nella norma finché ho preso reale coscienza delle potenzialità dello strumento ed è ritornata alla luce un’idea che covava sotto la cenere da anni: la mappatura del territorio onirico.
Sono anni che ci lavoro, in particolare da quando dovetti passare (in un sogno) quello che chiamai “il giudizio delle custodi della foresta“. Laddove, suppongo, la foresta è quella interiore e le custodi che emisero il giudizio potrebbero essere streghe o antiche sapienti. Fatto sta che mi giudicarono. E positivamente.
Ma forse questo sogno oltre streghe e foreste occultava un simbolismo ben preciso: di fatto il giudizio avvenne dentro ad una casa in legno su un albero (cosmico?) con sette cerchi concentici (le orbite dei pianeti?) attorno al pavimento e con una strega per ogni cerchio. Tutte ovviamente posizionate secondo un ordine apparentemente senza senso ma in realtà ben comprensibile qualora si considerino i sette cerchi come le orbite dei pianeti.
Nonostante Gemini abbia fatto un po’ come gli pare nel complesso la visione che ebbi era molto simile a quella ottenuta.

Un lungo cammino
Ancora sogni. E sogni. Da quell’esperienza onirica partì un lungo viaggio. Che – secondo quanto potei comprendere – mi doveva condurre ad un luogo a me molto familiare ma che, come sempre succede nei sogni, in quell’occasione era quantico, ovvero espanso anche attraverso possibilità che di geometrico e logico non avevano niente.
Il sogno si ambientò in larga parte in una stanza completamente bianca e luminosa nella quale avvennero cose che ad oggi voglio tenere per me. Ma il cammino non era finito li. Libero di vagare in quegli spazi onirici pensai che avrei desiderato recarmi in una città. O forse mi fu ispirato. Ad ogni modo la porta per uscire dalla stanza bianca venne rivelata da un raggio di Sole e si aprì su un giardino di rose e vitigni.
Lungo il percorso
Prima di giungere al giudizio delle sapienti avevo sognato e camminato molto, passando da altre parti. Luoghi spesso caratterizzati da strutture per lo più in rovina ma sempre legate al concetto di porta o portale. Alcune simili a quella a fianco (o sopra se stai leggendo da smartphone). Anche in questo caso Gemini ha fatto un po’ come gli pare e nonostante i numerosi prompt non ha aggiunto vegetazione davanti alla porta né tanto meno ha messo le montagne molto più lontano di come le vidi io.
In generale però anche qui ci si può stare.
Ricordo che davanti a questa porta vetusta e cadente c’erano poche altre persone con me e che qualcuno mi dette dei doni da portare lungo il cammino (forse provviste o oggetti di potere). Qualcuno disse che la porta risaliva al tempo dell’Impero Romano.

Variazioni di percorso e realtà parallele
Un’altra volta mi fu mostrato un cunicolo che conduceva ad una ulteriore dimensione differente da quello che sembrava essere il mio primo sentiero. Le pareti vetuste di una grotta-santuario decorate con bassorilievi consunti conducevano ad un’apertura su un altro mondo possibile: un villaggio di pescatori con case su palafitte annunciato da uno strano cartello di benvenuto: un cerchio azzurro con la sagoma di un pesce. Dall’acqua facevano capolino dei coccodrilli. Quel luogo era presieduto da un essere liminale, metà divino e metà demoniaco. Una sorta di trickster. Per alcuni tratti ricordava il dio egizio Bes.

Non solo medioevo, non solo porte
Un’altra deviazione. Certamente l’ambiente europeo e il periodo medioevo-rinascimento sono stati statisticamente i più presenti nei miei sogni. Ma a volte ho visitato anche l’Assiria. E dico l’Assiria perché mi ricordo benissimo i bassorilievi all’interno di un palazzo che Gemini ha reinterpretato un po’ diverso da come lo ho visto io ma comunque in linea con l’architettura mesopotamica. Il mio ospite, un nobile con barba e fisicaccio da guerriero, mi lasciò tranquillo nel suo palazzo a spassarmela e partì (da solo?) forse per una campagna militare.

Torniamo in città
Torniamo alla città verso cui ero diretto.
Aveva quattro porte differenti tra loro, io scelsi di entrare dalla porta detta “del Sole“. Una porta fortificata con alte mura e torri cui si accedeva da un ponte. Tutto era rivestito di marmo bianco e i tetti erano d’ardesia. Sulle torri svettavano i vessilli della porta stessa. Non della città si badi bene, ma della porta; perché quella porta era speciale: era una porta deputata al commercio delle spezie. E nelle botteghe o nei magazzini adiacenti via erano sacchi e sacchi di zafferano. Qui Gemini è stato abbastanza preciso.

La città aveva anche un porto fluviale dal quale si navigava fino al mare e io sapevo che avrei dovuto attraversare il mare. Sulla spiaggia una serie di portali si alternavano (prima il nero, poi il rosso, poi il giallo) fino ad arrivare ad una scogliera.
Davanti al mare si doveva fare una sorta di atto di fede: tuffarsi. E senza esitazione. Non era tanto il tuffarsi in sé che poteva mettere qualche dubbio però, quanto il fatto che nel mare si intravedeva la sagoma di un grande dragone.
Se si aveva il coraggio di lasciarsi trasportare dalla corrente forse il dragone non ci avrebbe toccati ma anzi, ma non posso dirlo con certezza, forse lui stesso ci avrebbe condotti alla méta: l’Isola dei Morti o Isola del Fato.
Su quest’isola si incontrano le nostre guide, gli spiriti che ispirano e guidano il nostro cammino. E nel tempio sulla cima si possono incontrare energie molto potenti. Le più potenti.
Sembra che questo luogo sia una sorta di egregora o magari è davvero un luogo reale di altrove: molte persone, parlando di sogni – senza saper niente dei miei – mi hanno detto di aver visto un posto simile.
In quel tempio, dopo tanto camminare, si viene messi a conoscenza del nostro destino.

Di nuovo in viaggio
Dopo ho viaggiato ancora molto, del resto i sogni di cui si parla in questo articolo coprono un arco di tempo che va da 2007 al 2013 circa e sono soltanto alcuni. Dei sogni ho imparato a controllare luoghi, energie e tempo. Ho capito come muovermi, quali sono i luoghi che mi rigenerano, quali mi fanno evolvere, quali almeno per ora è meglio evitare. Altre volte ho visto luoghi che, soltanto in seguito, ho scoperto essere stati reali in tempi passati. Infine altre volte ho partecipato a riunioni che avevano suggestioni simili a quelle descritte nei resoconti della tregenda delle streghe.
Oggi grazie alla rapidità dell’IA posso finalmente abbozzare con un certo grado di fedeltà le immagini viste in sogno e questo mi ha fatto venir voglia di condividere l’esperienza.
Più che un vero e proprio articolo questo è un grande post che vuol raccontare lo stupore e la soddisfazione per essere finalmente riuscito a tradurre in immagini alcuni dei luoghi visitati (spesso più di una volta) in onirico.
Chissà, forse davvero un buon uso dell’IA potrebbe essere quello di creare spaccati di un’altra dimensione, paesaggi onirici coi loro costumi, con le loro leggi sovente sovvertite (come quella volta che sognai una montagna al contrario) coi loro abitanti spesso invero poco umani. ma sempre depositari di un qualche messaggio.
Forse dopo tanti anni di domande e di ricerche l’IA potrebbe permettermi di riprendere il viaggio e di tracciare finalmente una rotta sicura.

Crediti fotografici: immagini realizzate con Gemini / NanoBanana
No Comment! Be the first one.