Fu, credo, nel 2008 o nel 2009 che finalmente su eBay riuscii a procurarmi una copia del Lucidator dubitabilium astronomiæ di Pietro d’Abano1. Un testo utile alla comprensione di alcuni concetti dell’astrologia e dell’astronomia medievale (al tempo di Pietro d’Abano astronomia e astrologia facevano capo alla stessa branca di studi, quella medica).
Ero fresco della lettura di Medioevo Magico edito da UTET a cura di Graziella Federici Vescovini2. Fu la lettura di quel saggio che mi spinse a dirottare le mie ricerche verso sentieri più ardui ma profittevoli. Oltre a spingermi a munirmi di grammatica latina, dizionario e di tanta volontà.
Avido di riferimenti bibliografici quale sono, l’opera di Graziella Vescovini è stata una miniera: mi ha traghettato a scoprire l’opera di Lynn Thorndike3; mi ha convinto ad affrontare la lettura e la traduzione del Commentario alla Sfera di Cecco d’Ascoli4; mi ha fatto scoprire che esisteva una splendida edizione dell’Introductorium in Astronomiam5 di Albumasar6. Mi ha introdotto alla consultazione di lavori di altri studiosi importantissimi quali Paola Zambelli7, Nicolas Weill-Parot e Vittoria Perrone Compagni. Mi ha idealmente guidato durante la visita all’Alma Mater a Bologna e fatto conoscere uno scienziato impavido e modernissimo, Mondino de’Liuzzi8.

Il sentiero che si è snodato dalla lettura delle opere della Vescovini, in particolare Medioevo Magico, mi ha portato ad incrociare una quantità immensa di testi e dati. Una fiumana di libri, autori e dottrine soltanto apparentemente distanti tra loro: dagli scritti pseudo-negromantici di Agostino Nifo9 alle opere magiche di Giordano Bruno10; dalla magia talismanica di Marsilio Ficino11 al concetto di mundus imaginalis e di società utopica sui quali hanno scritto in moltissimi, tra i tanti Tommaso Campanella12 o Henry Corbin13; Mi ha portato a comprendere il profondo impatto dell’aristotelismo sul pensiero magico rinascimentale, alla lettura delle opere sul Fato e sugli incantesimi di Pietro Pomponazzi14. Mi ha spinto alla lettura e consultazione della straordinaria antologia di opere astrologiche curata da Giuseppe Bezza15, il suo Arcana Mundi16. Insomma Medioevo Magico mi ha fatto muovere lungo un sentiero che ha poi originato oceani e oceani di altri sentieri. Sempre alla ricerca di quel tassello in più che, avevo capito, in un modo o nell’altro attraversava lo scorrere di un’epoca la quale avrebbe segnato in modo indelebile il pensiero magico. Sembrava però che questi tasselli formassero un’altra Storia della Magia. Una storia parallela a quella, potremmo dire, mainstream. Meno luminosa, più celata, forse per pochi.
Avevo l’impressione di percorrere un sentiero occulto che riscontravo appena accennato nelle dottrine negromantiche di Cecco d’Ascoli e in quelle dell’oscuro Antonio da Montolmo17. Un segreto difficilmente penetrabile, forse legato al susseguirsi di singolari congiunzioni astrologiche o planetarie, sicuramente comprensibile soltanto alla luce di una rilettura negromantica del Cosmo. Un insegnamento frammentario sparso nelle opere di molti pensatori. Più un modo di pensare rapidamente accennatto e mai del tutto dichiarato. E proprio per questo difficilmente ricostruibile. Forse un segreto legato anche all’uso degli specchi magici. E forse addirittura celato per l’ultima volta durante il Secolo dei Lumi in un cammino minore interno al mazzo dei Tarocchi di Marsiglia.
Più un pensare da mago che una storia della Magia o delle indicazioni magiche. Più un humus mentale capace di nutrire e veder fruttificare intere dottrine come singoli concetti. Una sorta di clavis magica universale.
Credo sia inutile dire che molti dei libri su cui poteva muoversi la ricerca erano disponibili in poche rarissime copie (quasi tutte in antiquariato). Di recente Rusconi ha ristampato le belle sintesi di Medioevo Magico (2021) e L’Astrologia nel Medioevo (2020) sempre a cura della Vescovini. Mi chiedo però, anche leggendo alcune recensioni sia di giornalisti che di lettori, quanti ad oggi siano in grado di comprendere le potenziali direzioni che originano dalla lettura di questi e di simili libri?

Acquistai Medioevo Magico alla Feltrinelli a Pisa nel 2008. Poi passò qualche anno nel quale mi imposi di concludere il mio libro sulla déa Ištar e riproponendomi di tentare l’avventura di questo singolare sentiero a libro finito (2015).
Oggi Graziella Federici Vescovini è scomparsa e se il mondo della cultura la piange a maggior ragione dovrebbe piangerla il mondo esoterico. Quello VERO, autenticamente votato ad un cammino di magismo tradizionale. Oggi che si parla tanto di di negromanzia (nemmeno capendo la differenza con necromanzia e soprattutto nechiomanzia) si dovrebbe ringraziare questo monumento della cultura italiana per averci lasciato alcune piccole ma essenziali guide utili a comprendere che cosa furono davvero la visione magica, negromantica e necromantica del Medioevo e del Rinascimento.
Grazie per tutto Professoressa.

- Graziella Federici Vescovini, Il Lucidator dubitabilium astronomiae di Pietro d’Abano e altre opere, Programma e 1+1 editori, Padova 1988.
- Graziella Federici Vescovini, Medioevo Magico, UTET, Torino 2008.
- 1882 – 1965.
- Ancarano, 1269 – Firenze, 1327.
- Kitâb al-mudkhal al Kabîr ila῾ilm abkam an-nujjum, ed. moderna: De magnis coniunctionibus, a cura e trad. di K. Yamamoto, Ch. Burnett, Brill, Leiden 2000, 2 voll.
- Abū Maʿshar Ia῾far ibn, attivo nel IX-X secolo.
- Lo Speculum Astronomiæ attribuito ad Alberto Magno, Lauingen, tra il 1193 e il 1206 – Colonia, 1280; questo testo menziona, forse una delle primissime volte nella Storia della Magia Occidentale, le Clavicole di Salomone
- Bologna, 1275 – Bologna, 1326
- Sessa Aurunca, tra il 1469 e il 1475 – ivi tra il 1529 e il 1546.
- Nola, 1548 – Roma, 1600.
- Figline Valdarno, 1433 – Careggi, 1499.
- Stignano , 1568 – Parigi, 1639.
- Parigi, 1903 – Parigi, 1978.
- Mantova, 1462 – Bologna, 1525.
- 1946 – 2014
- Rizzoli, Milano 1995
- Attivo nella seconda metà del XIV secolo.
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